venerdì, 01 agosto 2008 | in :

E' giunta anche per me l'ora di andar via.

Non so ancora quale parte di me ne gioisca, quale ne resti amareggiata, ma ora bisogna frapporre solo distanza tra me e questi posti,

tra me e quest' aria,

tra me e te.

Eppure non posso non chiudere gli occhi senza pensare a te.

Ai brividi che mi hanno regalato le tue parole,

a tutte le risate che mi hai provocato,

a tutte le lacrime che mi hai provocato,

alle tue parole,

a quell'unico consiglio che mi hai regalato,

allo sfogo che io ti ho regalato senza sapere,

senza sospettare,

ad ogni pietra di questa città che abbiamo calpestato insieme,

a quella luna meno ultimo quarto e rossa,

all'erba bagnata,

alla soggezione,

a quel manto color del buio,

alle interminabili attese,

ai segnali non colti,

ai messaggi senza risposta,

al mio cuore ancora frastornato dopo un anno e 28 giorni,

alla magia che mi hanno insegnato i  tuoi splendidi occhi.

Possano essi guardare in me per sempre.

IO TI.

L'ho sempre saputo.

alisenzapiume @ 19:21 | commenti (1)(popup) | commenti (1)
lunedì, 21 luglio 2008 | in :

Scorre impietosa un'altra porzione di tempo che si consuma sotto un sole che non intende avere alcuna pietà.

 Permane il tuo ricordo, il tuo odore,

un vago ricordo di muschio,

quelle ore trascorse insieme,

il vuoto di due occhi conosciuti pieni di sfumature,

e che ora riflettono solo l'intensità della pioggia che ti cade dentro.

Cosa posso fare per te?

Cosa può ancora questo cuore?

Io vivrò per sempre delle tue parole,

e lo giuro.

*******************

Per la luna che mi hai messo nel cavo delle mie mani bianche,

per la frescura che hai rapito e hai posato sulle mie gote,

per lo sconforto,

per la luce che ha squarciato il buio,

per il tuo amato tono di voce,

per i tuoi articoli,

per le tue timidezze,

per una camicia rosa e degli stivaletti di pelle nera,

per la distanza P*** - L****,

per il racconto della pretesa di un amore,

per le ore trascorse sotto casa,

per quello che ti è mancato,

per quel piedistallo da cui sei caduto,

per le ferite riportate,

per tutto quello che il cuore ha strozzato in gola,

per i silenzi e l'erba umida,

per gli argin9i ed i margini dei nostri cuori,

per i racconti su N. S. M.,

Grazie.

Ogni tua traccia sarà per sempre dentro me.

 

alisenzapiume @ 17:15 | commenti (3)(popup) | commenti (3)
giovedì, 10 luglio 2008 | in :

Sapere come fare quando nessuno e niente indica la strada.

Non vigliaccheria,

non amore per la vita comoda e tempo impiegato a confezionare bellissimi problemi inesistenti dato che il mondo non ne propone.

Niente di tutto ciò.

Stanchezza per l'osservazione di liriche altezze di disgusto. Questa giuria elargisce alcun premio.

Di certo il più scomodo e infruttuoso dei mestieri: l'osservare.

E poi tessere trame con fili di verità.

Non c'è spazio per le voglie travestite da sentimenti,

non c'è tempo per soffermarsi su parole che si concedono al vento.

Si indossa come sempre una corazza,

che porta a dire immotivati NO,

che spesso, più di quanto non si immagini, salva.

Osservare, ancora osservare perchè si mettano a punto le giuste teorie

che servano a stabilire quella linea di distacco, di superamento assolutamente indispensabile.

La differenza e la distinzione come fodera di quella salvifica corazza.

Si spera che almeno così la realtà possa rimbalzare addosso.

Strategie pro limitazione dei danni.

                                                                          ****************************

Sia benedetto il modo di non amare,

sia benedetto il nero,

sia benedetta la dialettica,

sia benedetto il suono monosillabico del NO,

sia benedetto il sorriso quando c'è,

sia benedetta la mancanza di cadenza ed inflessione,

sia benedetta la purezza della lingua,

siano benedette le scale, specie i gradini più alti,

sia benedetta la distinzione,

siano benedetti i fiori specchio dell'Arte,

sia benedetto uno sguardo sprezzante che fulmina la stupidità,

sia benedetto quel che si è imparato,

sia benedetta l'espressione severa,

sia benedetta la freddezza,

sia benedetta la diversità,

sia benedetta l'origine,

sia benedetto quel gioiello,

sia benedetta questa vita,

non bella forse, ma unica.

 

alisenzapiume @ 18:45 | commenti (1)(popup) | commenti (1)
lunedì, 07 luglio 2008 | in :

Fuggono veloci queste mie sensazioni. Non riesco a fermale, come insetti da voler imprigionare in una mano e quando più si è sicuri di averli presi, si apre il palmo e volano via.

Delusa, infinitamente delusa per tutte le ruote che non vogliono girare;

forse perchè arruginite,

forse perchè manca quel tocco primo necessario a che ogni reazione si inneschi.

Tu dove sei?

Sparito, ingurgitato dai meandri di una mondo parallelo nel quale, sbagliandomi, ho creduto più volte.

Tu dove sei?

Fagocitato da te stesso, abbagliato da quello che credi di essere,

 che probabilmente sei,

 a differenza di me.

Tu dove sei?

Nel centro del turbine di sensazioni che follemente ti trascinano alla mia tana: mi scovi per poi abbandonarmi quando più è utile, quando meno me lo aspetto.

Tu dove sei?

Ti immagino lontanissimo, forse respiri dietro questi muri mentre scorre la mia immaginazione e i viaggi che ti fa fare portandoti per mano.

Dove sono i tuoi occhi profondissimi?

Dove l'abisso della tua voce, di quelle parole scandite come i rintocchi della mia mezzanotte?

Dove sono le tue mani, abili, impazienti, prime attrici del tuo interminabile spettacolo?

IL MIO REGNO PER UN ISTANTE SOLO NOSTRO.

Io non ho più parole da spendere per te, per tutto quello che di bene e male fai per farmi stare così,

per farmi posare parole simili su una pagina che di reale non ha nulla.

A volte mi chiedo dove stia la verità, se in essa tu sei contemplato,

se sono contemplati i miei occhi ,

l'irriverenza con cui abbattono ogni scudo,

la maestria con cui insegnano alle parole, ai toni, a tagliare,

ad attendere pazientemente che scorra il sangue di ogni vittima.

IO NON CAPISCO PIU'.

alisenzapiume @ 21:52 | commenti (popup) | commenti
sabato, 05 luglio 2008 | in :

Per l'ennesima volta attorno a me piovono lustrini e si indossano maschere.

Forse i tempi non sono maturi, forse non lo saranno mai, ma tra me e te irrisorie distanze

e un muro tristemente trasparente.

Vedo, ma non mi vedi, non vuoi.

Vorrei potermi unire al discorso che distratti gabbiani intessono qui, proprio sopra la mia testa irrimediabilmente vuota,

solo piena di te.

La mia vita piena di condizionali più che mai,

è povera di indicativi e tempi di forza.

Proprio come un romanzo che nessuno vuole leggere,

priva di quella scintilla che innesti il moto, la deflagrazione,

non posso spiccare il volo perchè sono sempre opaca ed in piano, se va bene,

sotto terra, se va male.

Non riesco a godere di questi raggi estivi, perchè è troppo tempo che non incontro questa stagione per strada, i suoi colori, i suoi odori.

L'olfatto, l'amico più fedele del mio esistere, resta sempre legato alla rigidità dell'inverno, al ghiaccio che mi pervade sempre.E atterrisco a volte, quando non mi visita le narici quel poco che ho raccolto di te, dopo l'ennesima, pazientissima semina.

E fa male comprendere quanto gli altri sappiano vedere nei miei occhi tutto quello che non va,

quanto io non vada a genio a me stessa.

Dissociata. Pienamente scissa tra realtà ed aspirazioni,

quando ne avevo.

Mi duole sapere di chi soffre al mio tacere,

ma devo isolare me stessa dal resto.

Nessuno può legarsi a me,

non deve.

Scusami se puoi.

alisenzapiume @ 21:10 | commenti (1)(popup) | commenti (1)
venerdì, 04 luglio 2008 | in :

Le parole si piegano sotto il peso dei pensieri.

La mia cattiveria si inchina al crepuscolo,

assisa sul suo trono attende beffarda la nuova alba.

Io sento, vedo, percepisco ogni cosa.

Ai miei piedi giace un nuovo e trasparente guanto di sfida: sta solo a me accettare di nuovo.

E questa volta non vorrei davvero perdere,

per il mero gusto di avere di nuovo qualcosa da raccontarmi,

per avere qualcosa in più della mia saliva per detergere le ferite,

per non pensare all'assenza vera, l'unica che brucia come candido sale.

Io conosco il cuore e so quanto tragga in inganno,

 quanto falso sia e quanta voglia si abbia, nonostante tutto, di stare al suo gioco.

Poche armi dalla mia,

ma tanta rabbia.

Forse servirà a qualcosa.

E sia.

alisenzapiume @ 22:18 | commenti (1)(popup) | commenti (1)
lunedì, 30 giugno 2008 | in :

Inutile cercare un perché
non c’è mai stato niente di spiegabile
tutto doveva succedere
niente sembrava possibile
un imprevisto prevedibile
e la mente si fa labile
ma saprò rispondere
se mi vorrai chiedere
qual è la versione integrale dei tuoi pensieri
quale la traccia nascosta dei tuoi desideri:
lo so
no no no no no no no non devi più parlare
no no no no no no no non c’è niente da spiegare
no no no no no no no basta sentire
credimi
non c’è niente da capire

Quello che sei per me
è inutile spiegarlo con parole
con le note proverò
cercando nuovi accordi e nuove scale


stó cu tte
e ’o sole ncielo è cchello che r’è
stó cu tte
e ’o sciore nterra è chello che r’è
stó cu tte
e ’o mare funno è chello che r’è
senza ’e te niente cchiù fosse chello che r’è
senza ’e te
na canna ’e fummo canna nun è
senza ’e te
nu giro ’e bbasso basso nun è
senza ’e te
na voce amica amica nun è
senza ’e te
niente cchiù fosse chello che r’è
stó cu te

Quello che sei per me
è inutile spiegarlo con parole
con le note proverò
cercando nuovi accordi e nuove scale

Dal silenzio delle cose non dette
al silenzio delle cose taciute
alle promesse regalate telepaticamente
risa mute
scegli il momento per non parlare
risparmia il fiato e lasciati capire
so che ti vorrei sapere
di più di quanto non so
che mi sapresti parlare
se solo se, solo se
che mi sapresti ascoltare
se solo se...
no no no no no no no non devi più parlare
no no no no no no no non c’è niente da spiegare
no no no no no no no basta sentire
credimi
non c’è niente da capire

Quello che sei per me
è inutile spiegarlo con parole
con le note proverò
cercando nuovi accordi e nuove scale

stó cu tte
e ’o sole ncielo è cchello che r’è
stó cu tte
e ’o sciore nterra è chello che r’è
stó cu tte
e ’o mare funno è chello che r’è
senza ’e te niente cchiù fosse chello che r’è
senza ’e te
na canna ’e fummo canna nun è
senza ’e te
nu giro ’e bbasso basso nun è
senza ’e te
na voce amica amica nun è
senza ’e te
niente cchiù fosse chello che r’è
stó cu te

Quello che sei per me
è inutile spiegarlo con parole
con le note proverò
cercando nuovi accordi e nuove scale

alisenzapiume @ 21:04 | commenti (1)(popup) | commenti (1)
lunedì, 30 giugno 2008 | in :

Ormai nulla attraversa il corpo senza peso.

Ogni attimo, ogni sospiro, nulla che mi sia indifferente.

E sarò davvero ingenua? Sarà davvero essere ritornata bambina?

Perchè poi tanta paura, perchè evitare un confronto risolutore, qualcosa che ponga fine a tutto questo?

Occhi stanchi, emaciati, rossi per il troppo trucco, per la condanna a mascherare le emozioni vere, quelle che prescindono dalla circostanza, dall'etichetta, dal doversi fare, dal dover dire.

Io sono senza voce e tu che hai letto davvero nei miei occhi senza mai sbagliarti, sei stato l'unico ad avere compreso la realtà.

Sola, senza ombra di dubbio.

Vorrei che fosse finito il tempo della semina,

vorrei che non ci fosse più spazio per il semplicistico risolvere problemi non sentiti.

Can I really feel?

alisenzapiume @ 13:01 | commenti (popup) | commenti
domenica, 15 giugno 2008 | in :

Imperfetta, non conosco strade, non so andare.

Adesso è tardi, le luci del giorno che nasce picchiano impertinenti ai miei vetri ed io volto le spalle, come fossero i miei peggiori nemici.

Non so più scrivere, non ho mai saputo farlo, non sono artista, non so creare. Solo distruggere, vulcanizzare. Dove prima un ghigno purulento, adesso nebbia e un sole dimeticato da un altro.

Straniero che credevo fratello.

Arrivo

Presa visione

Abbandono.

Non le chiavi di un rebus,

ma tracce ennesime di un lapis insanguinato che incide il mio cuore per il mero gusto di sbagliar parola e poi riscrivere ancora.

Erase and rewind.

Io non mi sento più, non ho battiti,

il cuore ha smesso di rinnovarsi dalle sue ceneri.

Santo cielo:

C

U

O

R

E

che stupida parola da liceale,

e poi pretese d'arte.

Lo straniero;

colui che ha aperto il sipario prima che tutto iniziasse per farsi beffe di me.

Non ho mai saputo porgere l'altra guancia.

Via i santi,

mai stata come loro,

mai avuto sull' agenda un proposito simile.

Io come gli altri,

forse peggio.

Abbeverata alla fonte della peggiore ipocrisia,

giorni trascorsi grami e dolenti,

pigra,

oppiaceamente distesa su un letto di credenze che non esistono,

nella mia piramide di vetro.

Attendo una nuova notte,

nuove stelle,

un ciclone, un uragano che mi spazzi via e lasci solo le mie mani qui a scrivere.

Chissà poi perchè proprio qui.

Dormo in terra.

Lascio le nuvole alla mia ultima traccia di trucco e agli occhi rossi.

Niente sonno e niente lacrime.

Lotto ancora contro la scontatezza.

Vale.

alisenzapiume @ 05:04 | commenti (popup) | commenti
sabato, 14 giugno 2008 | in :

Addio invocato per i soggetti giusti. E non arriva.

Addio invocato per quelli sbagliati. E arriva, sempre. Ineluttabile.

Una sola, semplice parola, poche sillabe, neanche scandite da una voce amata,

cercata,

desiderata,

sperata,

pregata,

scongiurata.

Le mani sono inermi,

costruire senza cemento è il mio nuovo compito a cui TU mi chiami.

E i doveri, si sa, vanno assolti. Sempre,

quasi sempre.

Posso ancora farcela, pur dopo l'asportazione del più bel pezzo d'anima?

Non ho risposte,

una bimba a cui hai chiesto di crescere in fretta.

Per TE, solo per TE io l'ho fatto. E col mio scheletro rinforzato mi hai sbattuta nel più nido degli asili.

E ora?

Ormai in età scolare,

dovrò badare a me.

" Amor condusse noi ad una morte ".

alisenzapiume @ 15:23 | commenti (2)(popup) | commenti (2)
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