venerdì, 23 maggio 2008 | in :

A volte è il dovere a chiedere di scrivere, parlare ancora; quel senso del  dovere rivolto esclusivamente a se stessi che porta il cuore ancora una volta con gli occhi fuori dalle orbite a vomitare.

E mi scusino tutti quei palati sopraffini che storceranno il naso davanti tali e tante parole: queste parole sono più per loro, forse, che per altri, o per me stessa.

E questa volta dovranno ripristinarsi alte mura e asciugarsi tutte le fonti di lacrime; nulla sarà MAI più lasciato al caso, nulla più dovrà concedere spazio a quell'immaginazione che forse in questa storia è stata regina. E se pure così fosse, guai a chi voglia metterci lingua. Fin da subito, è stata solo cosa mia. L'edificio era a dir poco disastrato, nessuno con soldi e forze sufficienti da impiegare nell'impresa; io sola, e che si dica, per mero personale interesse. Eppure ho rimboccato le maniche e mattone dopo mattone, ho ripristinato ogni stanza e, senza accorgermene probabilmente, ho fatto anche in modo che ogni angolo fosse in evidenza, che fosse affatto smussato come me, come questo mio cuore e questo mucchio di atomi inconsistenti. Io sono abbozzata, mal riuscita e dunque non degna che lo sguardo di alcuno si elevi rispetto a me; occhi bassi e forse va già bene. Dentro ai piedi io non ho tesori, le spalle segnate dal peso, la schiena ricamata di graffi ed incisioni e di un altro nome scritto e autodepennato: semplice, due sole sillabe, forse solo una, ma tanto pesante da poter lasciare un altro segno e dire la sua, sempre l'ultima parola. Ma tutto questo  non importa, dal canto mio, eterno rispetto e sorrisi visibili. Dentro, nessuno deve mai più entrare.

Per questa vita, da ora, in anticipo,

FERIE.

Lucchetto Maglietta

alisenzapiume @ 19:10 | commenti (popup) | commenti
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